Prestiti facili: i rischi di un mercato a tasso di sconto crescente
Prestiti facili: i rischi di un mercato a tasso di sconto crescente.
La situazione economica precaria degli ultimi anni ha portato al proliferare delle società di prestito, e ad un numero sempre crescente di famiglie che si rivolgono a queste finanziarie per far fronte a spese impreviste o ad acquisti che implicano una forte spesa. Queste società, che promettono prestiti facili, rate basse e agevolazioni di vario genere, hanno però anche un lato negativo, ossia possono portare alla crescita del tasso di sconto, e quindi all’aumento degli interessi che vengono pagati dai consumatori sui prestiti che sottoscrivono.
Il tasso di sconto è il tasso che la Banca centrale applica sui prestiti di denaro che fa alle banche locali. E’ molto importante in quanto nessuna banca o finanziaria applica un tasso di interesse sui prestiti che approva inferiore al tasso di sconto. L’andamento di questa variabile è quindi fondamentale non solo per chi richiede un prestito, ma anche per il mercato intero in quanto l’innalzamento del tasso di sconto corrisponde, in genere, alla riduzione dei crediti, perché si è verificato un aumento del costo del denaro e quindi una diminuzione dei consumi. Inoltre, l’aumento del tasso di sconto porta a grandi cambiamenti nelle rate che vengono pagate per restituire il prestito, in quanto anche in caso di prestito a lungo termine, e quindi con rate mensili più basse, il tasso di interesse incide di più e si finisce per restituire una cifra sempre maggiore.
Non è questa la sola conseguenza negativa: infatti se chi sta pagando un prestito o un mutuo si trova una rata rialzata (soprattutto se si è sottoscritto un prestito con tasso variabile), tutti gli altri si trovano ad avere un potete d’acquisto minore in quanto vi è stato un aumento del costo del denaro e quindi dei consumi e degli investimenti. Le conseguenze sono quindi pesanti per tutti: rate più pesanti per chi paga mutui e prestiti, minor potere d’acquisto in generale, minori acquisti e mercato in stallo. Osservando l’andamento del tasso di sconto ufficiale, quindi, si può capire la situazione finanziaria di un paese (e a questo proposito bisogna ricordare che, in Italia, il Tasso Ufficiale si Sconto è stato sostituito a partire dal 1999 dal Tasso Ufficiale di Riferimento).
I rischi quindi sono abbastanza pesanti, soprattutto per chi sottoscrive un mutuo a tasso variabile, che varia quindi insieme al tasso di riferimento che la Banca centrale va ad applicare. Al diminuire del tasso di sconto, infatti, diminuisce anche il tasso d’interesse sul mutuo che viene richiesto; ma l’aumento del tasso di sconto porta all’aumento della rata dei mutui a tassi variabili, aumenti che possono essere anche molto sostanziosi. Basti pensare che la maggior parte degli immobili acquistati al giorno d’oggi vengono acquistati con la concessione di un mutuo e le conseguenze del tasso di sconto in aumento si fanno sentire per prima cosa sui prestiti a tasso variabile.
Come difendersi dal rischio legato al tasso di sconto? Bisogna innanzitutto pensare che è una sorta di arma a doppio taglio: è vero infatti che un prestito a tasso variabile può rivelarsi la scelta sbagliata in caso di aumento del tasso di riferimento, ma nel caso di diminuzione porta invece a una rata più bassa. La scelta è complicata e bisogna consultare gli esperti per capire quale formula è la migliore, soprattutto considerando il fatto che oggi come oggi esistono anche formule di prestito miste. Farsi fare svariati preventivi, richiedere l’aiuto di un consulente, valutare attentamente tutti i pro e i contro è sicuramente la soluzione migliore per scegliere il prestito che più mette al riparo da eventuali aumenti del tasso di interesse.