Il mercato dei finanziamenti per le start-up in Italia

Il mercato dei finanziamenti per le start-up in Italia.
I costi di avvio di un’impresa, in Italia, sono molto onerosi, soprattutto per i giovani. L’acquisto dei materiali o dei macchinari necessari ad avviare la produzione, l’assunzione di personale con tutti i costi relativi, la pubblicizzazione, dove necessaria, hanno portato alla nascita di fondi regionali per aiutare l’avvio di queste imprese da una parte, e alla tendenza a rivolgersi a società di finanziamento, prestito e mutui dall’altra. I fondi regionali infatti non sempre sono accessibili a tutti, essendo per loro natura limitati; rivolgersi alle finanziarie quindi rimane una delle scelte principali per chi desidera avviare un’impresa senza avere però tutta la liquidità necessaria per farlo.

Solitamente, anche i fondi regionali vanno restituiti: a volte a tasso agevolato, altre volte solo in parte, in base al tipo di fondo stanziato dalla regione. Il finanziamento tramite le varie societĂ  o il mutuo di una banca va invece restituito per intero e con interessi variabili da istituto a istituto. Rimane comunque un fatto assodato che molte persone si rivolgono a societĂ  di prestito per avviare la propria impresa (e si rivolgono a queste societĂ  anche a impresa avviata, se necessario).

Queste fasi vengono di solito denominate “start-up”: con questo termine si designano infatti le operazioni (o i periodi di tempo) in cui l’impresa viene avviata e affronta tutta quella serie di procedimenti necessari ad iniziare il lavoro: l’acquisto dei materiali e macchinari, la definizione dei metodi di produzione, la decisione dell’indirizzo da dare all’impresa e la ricerca di personale. E’ chiaro che, di fronte a questi tipi di imprese, qualsiasi società di finanziamento è molto cauta: a differenza dei prestiti personali, infatti, non ci sono garanzie “standard” di pagamento (come può essere lo stipendio di un lavoratore dipendente) e concedere il prestito può rivelarsi rischioso (nel caso ad esempio l’impresa fallisse). Per questo le società richiedono forme di garanzie diverse, come un garante esterno, una fideiussione, o un’ipoteca sugli stabili o sui macchinari acquistati dall’impresa, in modo da riuscire a rientrare della somma concessa in prestito anche in caso di fallimento o insolvenza del richiedente.

Bisogna comunque sottolineare che la richiesta di un prestito per avviare un’impresa, che lo si richieda a una finanziaria, alla regione o a una banca, è una pratica molto diffusa in Italia: permette infatti l’acquisto di tutto il necessario per avviare la produzione, con la prospettiva di ripagare il debito in un certo periodo di tempo, dando così anche a chi non ha la disponibilità di forti somme di denaro da investire di provare ad aprire e avviare una propria impresa. Spesso, gli istituti propongono formule particolarmente vantaggiose per questi tipi di prestito: agevolazioni per i giovani, tassi più bassi, convenzioni particolari che, rispetto ai prestiti personali, permettono una maggiore libertà d’azione. Il tutto però, come detto più sopra, dietro la presentazione di regolari garanzie, in quanto il prestito a una start-up è più rischioso rispetto al prestito personale.

La formula del prestito è quindi largamente utilizzata in Italia, sia a livello di bilancio familiare, sia a livello di impresa. Ed è per questo che, con il fiorire di società di finanziamento, è necessario scegliere oculatamente l’istituto presso cui richiederlo, valutando tassi di interesse, somme prestate, periodo di restituzione, garanzie richieste. E valutare anche tutti i fondi messi a disposizione dalla regione in cui si vive. Internet in questo senso dà una grossa mano a chi cerca un prestito, in quanto permette un confronto immediato tra le diverse tariffe e la possibilità di richiedere preventivi senza nessun impegno.

Come sempre, anche la quota mensile da restituire va valutata attentamente, in quanto saltare più di una rata, per chi avvia un’impresa come per chi richiede un prestito personale, può portare a spiacevoli conseguenze economiche (risoluzione del contratto, restituzione del prestito più eventuali altre spese) e di “immagine” (iscrizione nel libro dei cattivi pagatori e quindi difficoltà ad ottenere altri prestiti).