Il boom dei mutui, dei prestiti e delle finanziarie in Italia
Il boom dei mutui, dei prestiti e delle finanziarie in Italia.
Le famiglie italiane negli ultimi anni hanno incontrato una serie di disagi economici, tra cui i mancati controlli su prezzi e inflazione all’entrata in vigore dell’euro e un’economia dalla ripresa lentissima, che le ha portate a rivolgersi sempre più spesso alle società di prestito e alle banche per l’accensione di mutui. Uno studio molto recente ha dimostrato come una forte percentuale delle famiglie italiane non sa far fronte a una spesa imprevista, anche di cifre inferiori a 600 euro. Questa situazione porta sempre più spesso a chiedere denaro in prestito, soprattutto a quelle società che promettono “prestiti facili”.
Per prestiti di somme ingenti, soprattutto per quanto riguarda l’acquisto di immobili, gli italiani si rivolgono ancora alle banche, preferendo però soluzioni di estinzione del debito che li penalizzano sul lungo termine. La tendenza attuale infatti è scegliere una rata mensile minore che però porta a dilungare l’estinzione del debito nel tempo, portando quindi il richiedente a restituire una cifra ben maggiore rispetto a quella richiesta. Recenti statistiche dimostrano che quasi il 60% dei mutui attualmente in vigore supera i 25 anni, con forti profitti degli istituti di credito. La durata maggiore del prestito, infatti, unita a una rata mensile più bassa, porta a una forte differenza tra la cifra richiesta e quella restituita, soprattutto se si pensa alla differenza che si crea invece sui mutui di durata inferiore (che, però, portano al pagamento di rate mensili più onerose).
Per le cifre più basse, invece, si è assistito negli ultimi anni ad un vero e proprio boom delle società finanziarie e dei loro cosiddetti prestiti facili: la possibilità di richiedere anche cifre abbastanza basse e la possibilità di riunire in un’unica rata tutti gli eventuali debiti ha fatto gola a molti italiani, provocando così la fortuna di queste società che operano nel campo dei prestiti. Il profitto di queste società è dato, come nel caso dei mutui bancari, dal calcolo degli interessi sulla somma concessa in prestito, e dalla differenza tra la somma iniziale e quella restituita alla fine del tempo concesso per l’estinzione del debito. Anche in questo caso, una maggiore durata porta a una rata minima, che pesa pochissimo sul bilancio familiare, ma che a lungo termine porta alla restituzione di una cifra abbastanza alta.
Bisogna ricordare comunque che non è possibile evitare di pagare gli interessi su denaro preso a prestito; si può però valutare bene, attraverso preventivi e calcoli, quale prestito si adatta meglio alle nostre esigenze e soprattutto quale ci permette di non sborsare una cifra troppo ingente alla fine del prestito, senza però pesare troppo come rata mensile. Il boom di queste società ha portato alla creazione di nuovi tassi e modalità di finanziamento anche nelle banche, e quindi, di riflesso, anche al fiorire di siti internet che permettono di confrontare i vari tassi di interesse e le varie società per aiutare i consumatori a scegliere la soluzione migliore. C’è sempre da tenere presente che per sottoscrivere un prestito presso una qualsiasi società finanziaria o istituto di credito è necessario portare delle garanzie che il debito così contratto verrà estinto: solitamente è sufficiente, per le finanziarie, dimostrare di avere un posto di lavoro fisso e quindi uno stipendio sicuro. In caso contrario, c’è bisogno di qualcuno che faccia da garante.
Tutti coloro che vogliono sottoscrivere un contratto per prendere del denaro in prestito devono inoltre ricordare che i tassi d’interesse non sono contrattabili, ma devono inserirsi in una fascia rilevata trimestralmente che stabilisce una media dei tassi di interesse applicati sulla piazza in cui ci si sta muovendo: tassi che superano del 150% questa media sono da considerare usurai. E’ inoltre vietato dalla legge il calcolo degli interessi sugli interessi (il cosiddetto anatocismo).